domenica 18 dicembre 2016

VERBO DI DIO: Liturgia della Parola di domenica 18 dicembre, quarta di Avvento

PRIMA LETTURA
(Is 7,10-14)

Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio.
Dal libro del profeta Isaìa

In quei giorni, il Signore parlò ad Acaz: «Chiedi per te un segno dal Signore, tuo Dio, dal profondo degli inferi oppure dall’alto».
Ma Àcaz rispose: «Non lo chiederò, non voglio tentare il Signore».
Allora Isaìa disse: «Ascoltate, casa di Davide! Non vi basta stancare gli uomini, perché ora vogliate stancare anche il mio Dio? Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele».

Parola di Dio


SECONDA LETTURA
(Rm 1,1-7)

Gesù Cristo, dal seme di Davide, Figlio di Dio.
 
Paolo, servo di Cristo Gesù, apostolo per chiamata, scelto per annunciare il vangelo di Dio – che egli aveva promesso per mezzo dei suoi profeti nelle sacre Scritture e che riguarda il Figlio suo, nato dal seme di Davide secondo la carne, costituito Figlio di Dio con potenza, secondo lo Spirito di santità, in virtù della risurrezione dei morti, Gesù Cristo nostro Signore; per mezzo di lui abbiamo ricevuto la grazia di essere apostoli, per suscitare l’obbedienza della fede in tutte le genti, a gloria del suo nome, e tra queste siete anche voi, chiamati da Gesù Cristo –, a tutti quelli che sono a Roma, amati da Dio e santi per chiamata, grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo!

Parola di Dio


VANGELO
(Mt 1,18-24)

Gesù nascerà da Maria, sposa di Giuseppe, della stirpe di Davide.
 
+ Dal Vangelo secondo Matteo

Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.
Però, mentre stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa “Dio con noi”.
Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.

Parola del Signore

COMMENTO: ATTENDIAMO IL NATALE CON MARIA E GIUSEPPE


La figura di Giuseppe appare nell’Avvento quale modello di fede. Come per Maria e per Giuseppe, anche nella nostra situazione personale e comunitaria una fede matura presuppone un’esperienza religiosa adulta.
L’Avvento ci porta al cuore della nostra esperienza di fede. In Giuseppe e nel re Acaz vediamo (I Lettura) due modi di attendere la venuta del Salvatore. Entrambi si trovano in situazioni drammatiche. Giuseppe è nel periodo del fidanzamento con la sua promessa sposa, ma incombe su di lei un dubbio sulla fedeltà. Acaz, re di Giuda, viene interpellato da Isaia in un momento in cui il popolo soffre a causa della minaccia di invasione. Tutti e due sono chiamati ad aver cura di chi è a loro affidato. È in questo momento che la fede in Dio fa la differenza. Giuseppe si fida del Signore e prende con sé Maria, Acaz invece non si fida e va in rovina.
Maria partorirà Gesù con le cure di un marito amorevole; il popolo soffrirà la schiavitù a causa dell’empietà del suo sovrano. Il carpentiere di Nazareth è il modello dell’attesa del Signore: riconosce l’opera di Dio in Maria, ha mani innocenti e cuore puro per accogliere nella sua vita il Cristo, benedizione del Padre. Nei bivi della nostra esistenza, il rapporto con Dio è decisivo: sentirsi amati e desiderare di essere condotti dallo Spirito è la strada maestra (II Lettura).

Fr. Gianfranco Tinello, ofmcapLA DOMENICA

LA PAROLA PREGATA

«Quello che è generato in lei viene dallo Spirito Santo»
(Mt 1,20)


Come Maria,
sconosciuta donna di Nazaret,
che nel silenzio adorante ha sperato ed ha atteso
l' avverarsi delle tue promesse ,
anche noi, o Signore Iddio,
nel silenzio operoso della nostra fatica quotidiana,
abbiamo atteso
il dono del tuo Figlio,
generatore di umanità nuova.
Ed ora egli è qui, dentro di noi,
pane disceso dal cielo,
fatto cibo per noi,
affamati di speranze eterne e di valori assoluti.
È qui dentro di noi,
nel segno di una briciola di pane,
come lo era nel grembo di Maria
nella fragile carne di bambino.
Come Maria,
eleviamo a te il nostro grazie
perché grandi cose hai operato
per noi e in noi, oggi.

Amen.

Averardo Dini

Scuola di formazione socio-politica

L'Ufficio diocesano per la pastorale sociale e del lavoro ha organizzato una scuola di formazione socio-politica nella prospettiva della dottrina sociale della chiesa. La scuola si terrà in una sede ancora da definire con gli appuntamenti settimanali che vengono riportati qui sotto.
Quanti avessero interesse a partecipare a questi incontri potranno rivolgersi al proprio parroco, oppure contattare direttamente il Direttore dell'Ufficio diocesano, Don Francesco Marulli, presso la Parrocchia dell'Addolorata in Taviano.

11 gennaio 2017
Introduzione alla Dottrina Sociale della Chiesa: origine, contenuti principali, obiettivi, metodo, destinatari, documenti.
18 gennaio 2017
II personalismo cristiano e i principi della Dottrina Sociale della Chiesa.
25 gennaio 2017
La politica, "forma più alta di carità". Sen. Giorgio De Giuseppe.
1° febbraio 2017
L'amministrazione di un ente locale tra principi, risorse e problemi quotidiani. Relatore Dott. Donato Metallo (Sindaco di Racale)
8 febbraio 2017
II sistema e logica dei partiti e il servizio alla partecipazione politica. Relatore Tonio Tondo (Ex Consigliere regionale)
22 febbraio 2017
" Ordinare secondo Dio le realtà temporali" : il cristiano nella città. La cittadinanza attiva. Relatore Agata Coppola
8 marzo 2017
II rapporto tra persona umana e creazione.
15 marzo 2017
Esempi e testimonianza di servizio al bene comune e di amore per la creazione. Relatore Giorgio Cataldini (biologo marino)
22 marzo 2017
II principio di solidarietà come virtù sociale.
29 marzo 2017
Esempi e testimonianze di "solidarietà organizzata" sul territorio. Relatore Mons. Vito Angiuli (Vescovo diocesi Ugento - S.M. di Leuca)
5 aprile 2017
La nuova giustizia cristiana: giustizia e carità.
19 aprile 2017
Educare alla giustizia e alla legalità. La piaga dell'usura e altre "strutture di peccato". Relatore Giudice Ferruccio De Salvatore
26 aprile 2017
Orientamenti e prospettive per un impegno sociale orientato in senso cristiano.

NOVENA DI NATALE. Terzo giorno

PREPARIAMO LE VIE AL SIGNORE

Al popolo d'Israele, oppresso dalla schiavitù babilonese, il profeta Isaia dà un lietissimo annuncio: è prossima la liberazione. Il Signore stesso verrà in mezzo al suo popolo come Pastore buono che ha cura del debole, come Padre misericordioso che perdona i peccati, come Dio forte che sconfigge i nemici. I prescelti da Dio, però, devono impegnarsi a preparare la strada al Signore e a togliere tutti gli ostacoli del male mediante una vera conversione.

Ecco il Signore!

«Una voce grida: "Nel deserto preparate la via al Signore, appianate nella steppa la strada per il nostro Dio. Ogni valle sia colmata, ogni monte e colle siano abbassati; il terreno accidentato si trasformi in piano e quello scosceso in pianura. Allora si rivelerà la gloria del Signore e ogni uomo la vedrà"» (Is 40,3-5). Sali su un alto monte, tu che rechi liete notizie in Sion. Alza la voce, non temere; annunzia alle città di Giuda: «Ecco il vostro Dio! Ecco, il Signore Dio viene con potenza, con il braccio egli detiene il dominio. Come un pastore egli fa pascolare il gregge e con il suo braccio lo raduna; porta gli agnellini sul seno e conduce pian piano le pecore madri» (Is 40,9-11).

Prepariamo i nostri cuori

Il Signore vuole trovare una via per entrare nei nostri cuori e dimorarvi. La voce grida nel deserto: Preparate una strada. Questa voce giunge prima all'orecchio e dopo, o meglio attraverso l'ascolto, la parola penetra nell'intelletto. Preparate, dice la voce, una strada al Signore. Quale via gli prepareremo? Una strada materiale? Ma la parola di Dio può richiedere una simile via? Non occorre piuttosto preparare al Signore una via interiore e tracciare nel nostro cuore delle strade diritte, piane? Sì, questa è la via per cui la Parola di Dio si introduce per stabilirsi nel cuore dell'uomo. Prepariamo una via al Signore con una buona coscienza, rendiamo piana la strada perché il Bambino Gesù possa camminare in noi senza difficoltà e donarci conoscenza dei suoi misteri e della sua venuta. (Origene: "Omelie su Luca")

Manda li tuo Spirito, o Signore

Perché otteniamo il perdono dei nostri peccati e la purificazione da tutte le nostre colpe
- Noi Ti preghiamo, manda il tuo Spirito, o Signore.

Perché otteniamo l'aumento della fede e della nostra adesione alla volontà di Dio
- Noi Ti preghiamo, manda il tuo Spirito, o Signore.

Perché otteniamo l'aumento della speranza nei beni eterni promessi da Dio
- Noi Ti preghiamo, manda il tuo Spirito, o Signore.

Perché otteniamo l'aumento della carità e della grazia che ci rendono conformi alla santità di Dio
- Noi Ti preghiamo, manda il tuo Spirito, o Signore.

O Dio onnipotente che ci chiami a preparare la via al Cristo Signore, fa' che per la debolezza della nostra fede non ci stanchiamo di attendere la consolante presenza del Medico Celeste. Per Cristo nostro Signore. Amen.

sabato 17 dicembre 2016

NOVENA DI NATALE. Secondo giorno


GIOISCE IL NOSTRO CUORE
Per mezzo del Profeta, Dio annuncia al suo Popolo la futura salvezza. Questo annuncio è fonte di grande gioia: infatti, per i meriti del Salvatore, sarà ristabilita la riconciliazione e la comunione perfetta con Dio.

Non temere

«Gioisci, figlia di Sion, esulta, Israele, e rallegrati con tutto il cuore, figlia di Gerusalemme! Il Signore ha revocato la tua condanna, ha disperso il tuo nemico. Re d'Israele è il Signore in mezzo a Te, tu non vedrai più la sventura. In quel giorno si dirà a Gerusalemme: "Non temere, Sion, non lasciarti cadere le braccia! Il Signore tuo Dio in mezzo a Te è un Salvatore potente.
Esulterà di gioia per te. Ti rinnoverà con il suo amore, si rallegrerà per te con grida di gioia, come nei giorni di festa"» (Sol 3,14-18).

Desiderato dalle genti

«Mi consumo nell'attesa della tua salvezza» (Sai 119,81), si consuma nel desiderio e nell'attesa della salvezza donataci da Dio. Buono è questo "consumarsi": infatti rivela il desiderio del bene, certo non ancora raggiunto, ma tanto desiderato. Dall'origine del genere umano fino alla fine dei secoli chi pronuncia queste parole se non la stirpe eletta, il sacerdozio regale, la nazione santa che desidera Cristo? Testimone ne è il Santo vegliando Simeone che, ricevendo il Cristo Bambino tra le braccia, disse: «Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola; perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza» (Lc 2,29-30).
Come il desiderio di questo vegliando, tale si deve credere sia stato quello di tutti i Santi delle epoche precedenti. Anche il Signore stesso dice ai discepoli: « Molti profeti e giusti hanno desiderato vedere ciò che voi vedete, e non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, e non l'udirono» (Mt 13,17) perché si riconosca anche la voce di tutto l'antico Israele nelle parole: "L’anima mia si strugge per la tua salvezza". Dunque mai nel passato si spense questo desiderio dei Santi, né al presente si placa nel corpo di Cristo, che è la Chiesa, fino alla consumazione dei secoli, fin quando verrà "il Desiderato di tutte le nazioni". (S. Agostino)

Cristo Gesù, ascoltaci

Perché comprendiamo con tutti i Santi il mistero del Regno al quale siamo chiamati
- Noi Ti preghiamo, Cristo Gesù ascoltaci.

Perché possiamo comprendere che in Te formiamo il popolo grande e ricco di ogni benedizione promessa al nostro padre Abramo
- Noi Ti preghiamo, Cristo Gesù ascoltaci.

Affinché tutte le famiglie della terra siano benedette in Te
- Noi Ti preghiamo, Cristo Gesù ascoltaci.

Perché tutti i popoli vengano dall'Oriente e dall'Occidente e siedano a mensa nel Regno dei Cieli
- Noi Ti preghiamo, Cristo Gesù ascoltaci.
Il tuo aiuto, Signore, ci renda perseveranti nel bene in attesa del Cristo, tuo Figlio; quando Egli verrà e busserà alla porta ci trovi vigilanti nella preghiera ed esultanti nella lode. Per Cristo nostro Signore. Amen.

venerdì 16 dicembre 2016

NOVENA DI NATALE. Primo giorno


  VIENI, BAMBINO GESU’
Cristo è venuto: eppure noi l'attendiamo ancora come già gli antichi figli di Israele. Cristo è in mezzo a noi: eppure noi viviamo l'esperienza dell'esilio, «sapendo che finché abitiamo nel corpo siamo in esilio lontano dal Signore» (2 Cor 5,6).
Tutto il Nuovo Testamento è permeato di questa attesa del Cristo che deve venire e che sembra continuamente imminente. Ma il libro che riassume le attese di tutte le generazioni cristiane è l'Apocalisse, nei suoi ultimi passi.

Gesù verrà presto

«Ecco, io verrò presto e porterò con me il mio salario, per rendere a ciascuno secondo le sue opere. Io sono l'Alfa e l'Omega, il Primo e l'Ultimo, il Principio e la Fine. Beati coloro che lavano le loro vesti: avranno parte all'albero della vita e potranno entrare per le porte nella città. Fuori i cani, i fattucchieri, gli immorali, gli omicidi, gli idolatri e chiunque ama e pratica la menzogna! Io, Gesù, ho mandato il mio Angelo per testimoniare a voi queste cose riguardo alle Chiese. Io sono la radice della stirpe di Davide, la stella radiosa del mattino» (Ap 22, 12-16).

Senza distinzioni e condizioni

Il mondo intero è nell'attesa e la nostra stessa preghiera deve essere protesa verso la venuta del Signore. In questo "Vieni, Bambino Gesù", la nostra preghiera dovrebbe far proprie tutte le attese, le sofferenze fisiche e morali dell'umanità che vive accanto a noi. La sua venuta è, per ciascuno di noi, una realtà viva: «Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, verrò da lui, cenerò con lui ed Egli con me» (Ap 3,20). Se lasciamo entrare il Bambino, ci farà partecipi dei suoi doni e dei suoi beni; dirà una parola a ciascuno di noi. 
Questa parola si rivolge a tutti, senza distinzioni e condizioni. Nonostante i nostri peccati passati, la nostra mediocrità, l'insensibilità spirituale, basta credere all'Amore. La grazia di Dio può porre rimedio a tutto. (J. Danielou)
 
Noi Ti invochiamo

In mezzo alle angustie del tempo presente
- Noi Ti invochiamo, o Bambino Gesù.

Nella speranza di contemplare in Cielo quelle realtà in cui gli Angeli bramano fissare lo sguardo.
- Noi Ti invochiamo, o Bambino Gesù.

Per noi stessi e per quanti attendono con fiducia la Tua venuta
- Noi Ti invochiamo, o Bambino Gesù.

Per il mondo intero e per gli uomini che ancora non Ti conoscono
- Noi Ti invochiamo, o Bambino Gesù.

O Bambino Gesù, degnati di accogliere la preghiera di quanti credono e sperano in Te; vieni presto a liberarci da questo nostro esilio, e riuniscici nel Tuo regno glorioso, dove Tu vivi e regni con il Padre e lo Spirito Santo nei secoli dei secoli. Amen.

domenica 11 dicembre 2016

VERBO DI DIO: Liturgia della Parola di Domenica 11 Dicembre, 3^ di Avvento

PRIMA LETTURA

Ecco il vostro Dio, egli viene a salvarvi.

Dal libro del profeta Isaìa
Is 35,1-6a. 8a. 10

Si rallegrino il deserto e la terra arida, esulti e fiorisca la steppa.
Come fiore di narciso fiorisca; sì, canti con gioia e con giubilo.
Le è data la gloria del Libano, lo splendore del Carmelo e di Saron.
Essi vedranno la gloria del Signore, la magnificenza del nostro Dio.

Irrobustite le mani fiacche, rendete salde le ginocchia vacillanti.
Dite agli smarriti di cuore: «Coraggio, non temete!
Ecco il vostro Dio, giunge la vendetta, la ricompensa divina.
Egli viene a salvarvi».

Allora si apriranno gli occhi dei ciechi e si schiuderanno gli orecchi dei sordi.
Allora lo zoppo salterà come un cervo, griderà di gioia la lingua del muto.
Ci sarà un sentiero e una strada e la chiameranno via santa.
Su di essa ritorneranno i riscattati dal Signore e verranno in Sion con giubilo;
felicità perenne splenderà sul loro capo; gioia e felicità li seguiranno e fuggiranno tristezza e pianto.

Parola di Dio

SECONDA LETTURA

Dalla lettera di san Giacomo apostolo

Gc 5,7-10


Siate costanti, fratelli miei, fino alla venuta del Signore. Guardate l’agricoltore: egli aspetta con costanza il prezioso frutto della terra finché abbia ricevuto le prime e le ultime piogge. Siate costanti anche voi, rinfrancate i vostri cuori, perché la venuta del Signore è vicina.
 
Non lamentatevi, fratelli, gli uni degli altri, per non essere giudicati; ecco, il giudice è alle porte. Fratelli, prendete a modello di sopportazione e di costanza i profeti che hanno parlato nel nome del Signore.

Parola di Dio

VANGELO

Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 11,2-11

In quel tempo, Giovanni, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, per mezzo dei suoi discepoli mandò a dirgli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Gesù rispose loro: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».

Mentre quelli se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che vestono abiti di lusso stanno nei palazzi dei re! Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: "Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via".

In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui».

Parola del Signore


COMMENTO: DOMANDIAMO A GESÙ: SEI TU COLUI CHE DEVE VENIRE?

L’avvicinarsi della venuta del Messia diventa motivo di rinnovata gioia. La storia umana non solo è cambiata per la venuta di Cristo, essa è anche redenta ad opera di Dio che ama i poveri e gli ultimi e ha mandato suo Figlio per alleviare le loro sofferenze.

La liturgia di oggi ci chiama ad attendere con fede e gioia la venuta del Signore. Il profeta invita il deserto a rallegrarsi e la steppa a fiorire ( I Lettura). Giovanni Battista è il messaggero inviato per preparare la strada al Signore che viene (Vangelo). Entrambi fanno il loro annuncio profetico da una posizione difficile: Isaia annuncia la liberazione e il ritorno al popolo mentre vive la deportazione dell’esilio; il Battista si rivolge a Gesù dalla prigione rivelando con sincerità cristallina i pensieri che abitano le profondità della sua anima. 

Dove risiede la speranza che ispira Isaia e Giovanni? I profeti si caratterizzano per la costanza e la sopportazione nel credere che il Signore porterà a compimento la sua opera di salvezza (II Lettura). Ribaltiamo l’affermazione iniziale del salmo in una domanda: «Il Signore rimane fedele per sempre? ». La storia dà ragione al salmista: il popolo poté rientrare nel suo paese e Gesù era il messia che doveva venire. Isaia e Giovanni non fallirono, né caddero nel vuoto le loro profezie. Tutti noi, siamo chiamati a essere annunciatori di speranza nelle schiavitù della nostra società e nell’incertezza della nostra fede. 
Fr. Gianfranco TinelloofmcapLA DOMENICA

LA PAROLA PREGATA

«Ai poveri è predicata la buona novella»
(Mt 11,5)


Voglio mettermi anch'io, o Signore,
in fila tra i poveri,
tra i percossi dalla vita,
tra i diseredati e gli emarginati.
Voglio mettermi anch'io
accanto a loro
per condividere la stessa pena .
Voglio mettermi anch'io
sulla loro stessa strada
perché sono le uniche persone
che si lasciano guidare dalla speranza.
Voglio scegliere la loro condizione
perché il loro occhio
è rivolto sempre verso di Te,
che devi venire
per annunziare loro
la buona notizia del Regno.
Voglio vivere come loro
per essere disponibile a riconoscerti
quando verrai,
per essere pronto ad accogliere il tuo messaggio
quando parlerai,
pronto ad affidarti
tutte le ferite che da sempre mi porto
perché solo tu puoi sanarle .
Voglio essere come loro
che per primi ti riconosceranno
quando verrai
e li sceglierai
come primi cittadini del tuo Regno.
Amen.


Averardo Dini

giovedì 8 dicembre 2016

VERBO DI DIO: Liturgia della Parola dell'8 Dicembre, Solennità dell'Immacolata Concezione di Maria

Cattedrale di Gallipoli - La Vergine Imacolata
PRIMA LETTURA
(Gen 3,9-15.20)

Porrò inimicizia tra la tua stirpe e la stirpe della donna.
Dal libro della Gènesi

[Dopo che l’uomo ebbe mangiato del frutto dell’albero,] il Signore Dio lo chiamò e gli disse: «Dove sei?». Rispose: «Ho udito la tua voce nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto». Riprese: «Chi ti ha fatto sapere che sei nudo? Hai forse mangiato dell’albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?». Rispose l’uomo: «La donna che tu mi hai posto accanto mi ha dato dell’albero e io ne ho mangiato». Il Signore Dio disse alla donna: «Che hai fatto?». Rispose la donna: «Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato».
Allora il Signore Dio disse al serpente:
«Poiché hai fatto questo,
maledetto tu fra tutto il bestiame
e fra tutti gli animali selvatici!
Sul tuo ventre camminerai
e polvere mangerai
per tutti i giorni della tua vita.
Io porrò inimicizia fra te e la donna,
fra la tua stirpe e la sua stirpe:
questa ti schiaccerà la testa
e tu le insidierai il calcagno».
L’uomo chiamò sua moglie Eva, perché ella fu la madre di tutti i viventi.

Parola di Dio


SECONDA LETTURA
(Ef 1,3-6.11-12)

In Cristo Dio ci ha scelti prima della creazione del mondo.
Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni

Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo,
che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo.
In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo
per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità,
predestinandoci a essere per lui figli adottivi
mediante Gesù Cristo,
secondo il disegno d’amore della sua volontà,
a lode dello splendore della sua grazia,
di cui ci ha gratificati nel Figlio amato.
In lui siamo stati fatti anche eredi,
predestinati – secondo il progetto di colui
che tutto opera secondo la sua volontà –
a essere lode della sua gloria,
noi, che già prima abbiamo sperato nel Cristo.

Parola di Dio


VANGELO
(Lc 1,26-38)

Ecco concepirai un figlio e lo darai alla luce.
+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

Parola del Signore

COMMENTO: OGGI CONTEMPLIAMO LA VERGINE TUTTASANTA

Celebriamo oggi la solennità dell’Immacolata Concezione della beata Vergine Maria. Maria fu immune, per dono di Dio, dal peccato originale, per essere totalmente disponibile al disegno di salvezza del Padre. Guardando Maria, lodiamo la Trinità Santissima!
IL dogma dell’Immacolata Concezione fu promulgato da papa Pio IX nel 1854, ma già nel IX secolo si celebrava in Inghilterra e Normandia una festa della Concezione di Maria e il Concilio di Basilea (1439) sancì questo evento come verità di fede. Si afferma che Maria è nata senza colpa originale, concepita senza peccato: colei che doveva dare alla luce il Figlio di Dio fu preservata da ogni macchia di peccato per essere la degna dimora di Gesù. È lei la Tuttasanta che porta nel nostro cuore la grazia della salvezza.
La
Sacrosanctum Concilium afferma: «In Maria la Chiesa ammira ed esalta il frutto più eccelso della redenzione e in lei contempla ciò che essa desidera e spera di essere» (SC 103). Le Letture odierne partono dalla promessa della salvezza nella Genesi, in cui si dichiara che al peccato dell’uomo risponde il perdono di Dio; passano per l’inno di Paolo, che associa ogni cristiano alla benedizione riservata alla Madre di Dio, la prima fra i benedetti; fino a giungere al vertice del Vangelo. Maria accoglie l’annuncio dell’angelo, concepisce il Figlio di Dio: in lei il perdono si fa carne e la redenzione si compie.


Elide Siviero – LA DOMENICA

LA PAROLA PREGATA

«Eccomi, sono la serva del Signore,
avvenga di me quello che hai detto»

(Le 1,38)


Con lo stesso cuore di Maria
mi rivolgo a te, Signore, per dirti che sono pronto a servire te, Dio della mia speranza, perché si Realizzi in me la tua parola, che perdona e salva, che santifica e che ogni giorno chiama a cantare le meraviglie del tuo cuore.
Prendi il mio cuore, Signore, come prendesti il cuore di Maria, per fame la tua dimora tra noi così che ogni giorno possa anch'io generarti e renderti presente come splendore del Padre che è nei cieli e come ponte di comunione fra il cielo e la terra, fra la tua e la nostra piccola storia.
Amen.


Averardo Dini

Giornata mondiale dei Diritti Umani. Mons. Bettazzi a Gallipoli

In occasione della Giornata mondiale dei Diritti Umani, la Diocesi insieme a Caritas Diocesana, Pax Christi “Punto Pace” di Gallipoli e la Fondazione Don Tonino Bello di Alessano, organizzano l’incontro con S.E. Mons. Luigi Bettazzi, ricordando il Servo di Dio don Tonino Bello.

Mons. Bettazzi già presidente internazione di Pax Christi, padre conciliare, autorevole maestro e testimone, accanto a don Tonino Bello, di una chiesa in uscita a servizio dell’umanità.

L’appuntamento è per lunedì 12 dicembre 2016, presso il Santuario Maria SS. del Canneto in Gallipoli, alle ore 19.30.

Porgeranno il loro saluto il Sindaco della Città, Stefano Minerva, il Vescovo Diocesano, S.E. Mons. Fernando Filograna
Introduce il dott. Giancarlo Piccinni, Presidente della Fondazione “don Tonino Bello” di Alessano. 
Gli interventi musicali saranno curati da Marco Rizzello e Gabriella Stea.

LA PASTORALE GALLIPOLINA

Gallipoli si è sempre distinta nel vivere e custodire il proprio patrimonio, legato indissolubilmente agli eventi religiosi e culturali che si avvicendano nel corso dell’anno.
Il Natale rappresenta fortunatamente ancora oggi, in gran parte del mondo, l’attesa di una celebrazione pregna di significato religioso profondissimo: il mistero dell’incarnazione del Verbo di Dio.
Nella cultura popolare locale il Natale ha sempre avuto un proprio calendario che scandisce, in una specie di conto alla rovescia, l’avvicinarsi del 25 dicembre.

Ambasciatore eccezionale di questa celebrazione è la Pastorale Gallipolina, che apre il periodo di preparazione al Natale il 15 ottobre, memoria liturgica di S. Teresa di Gesù. Questa nenia scandisce, attraverso tappe successive, l’approssimarsi della nascita di Gesù, venendo replicata con immutato fervore il 22 novembre, memoria di S. Cecilia, il 30 novembre, festa dell’Apostolo S. Andrea, l’8 dicembre, solennità dell’Immacolata, il 13 dicembre, memoria di S. Lucia.
La Pastorale è una nenia tradizionale dolcissima di autore anonimo nel 700, di cui esistono due versioni: quella in “SOL”, eseguita nella Chiesa del Carmine da un gruppo di giovani musicisti nostri concittadini, la sera dell’11 dicembre u.s. nell’ambito dei festeggiamenti in onore di S. Lucia, e quella in “RE”, eseguita abitualmente, comprendente l’introduzione del motivo “Tu scendi dalle stelle”, composto da S. Alfonso M. dè Liguori.

La partitura originale, datata 1784, scritta, come si usava all’epoca, in chiave di violino e contralto, è completamente differente dalle versioni eseguite attualmente.
In questa composizione, alle dolci note della parte introduttiva subentra una melodia patetica e struggente, che rimanda ad un armonioso e gioioso finale, pervaso da una solennità pacata e nello stesso tempo austera.
La musicalità tipica di questa composizione pare ritmare simbolicamente le tappe principali della vita terrena di Gesù Cristo: dall’evento gaudioso della sua nascita a quello mesto della sua passione e morte, all’esplosione di esultanza per la sua gloriosa resurrezione.
La Pastorale, sempre eseguita con strumenti ad arco, a fiato, a plettro e a tastiera, penetra nell’animo dei credenti pervadendolo di struggenti sensazioni riconducenti  a dolci ricordi.
Nel Carmelo, la ricorrenza del Natale è stata sempre rallegrata da rappresentazioni poetiche composte da S. Teresa  in onore di Gesù Bambino. Tra queste, la composizione intitolata  “Nella notte di Natale”.

Biagio, mio servo, guarda giù chi canta.
Son angeli, Signora. Sì, son angeli.
E tutto il cielo di candor s’ammanta.
Vaga e palpita d’intorno
una dolce cantilena.
Biagio, ormai che si fa  giorno,
vieni e rapido mi mena
a veder la pastorella
che ha la voce così bella.
Di che luce fulgoreggia.
Donde vien questa fanciulla?
Fra l’onor di qualche reggia
ebbe certo la sua culla.
Essa è figlia dell’Eterno
e risplende in sempiterno.
Una composizione in cui, – dice Elio Pindinelli nel suo opuscolo intitolato “Il Natale nella tradizione gallipolina”, pubblicato nel dicembre 1990, – è possibile leggervi un qualche riferimento al nostro anonimo componimento musicale e alla tradizionale uscita notturna dei musicanti.

Vaga e palpita d’intorno Una dolce cantilena Biagio, ormai che si fa giorno. E la cantilena la canta la pastorella che è figlia dell’Eterno e risplende in sempiterno. E’ cantata dalla Vergine Maria al Bambino Gesù,dalla Mamma al suo Divin Figliolo, al Verbo di Dio, fattosi uomo per l’umanità.
Enzo Della Rocca

 
Ascoltiamo una antica versione della pastorale gallipolina, in sol. Lo spartito recuperato ed arrangiato da Giuseppe Passeri, è stato registrato in modo amatoriale ed eseguito da:
Tommaso Passeri, al violino
Marco Corsano, all'Oboe
Alessandro Occhilupo e Giuseppe Passeri al mandolino
Luigi Solidoro, alla tastiera
Luigi Parlati, alla chitarra
Il video, che si potrà vedere cliccando sul link qui sotto, fa scorrere sullo sfondo di belle immagini della Natività di Nostro Signore, i versi dell'antico inno natalizio, scritto in dialetto napoletano, da Sant'Alfonso Maria de' Liguori "Quanno nascette Ninno".

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