sabato 6 febbraio 2016

SETTIMANA IN PARROCCHIA

Appuntamenti dall'8 al 14 febbraio 2016

Lunedì
8 Febbraio
Ore 20.00: Incontro con i priori e i referenti del Movimento Giovanile delle Confraternite e Associazioni.

Martedì
9 Febbraio


Mercoledì
10 Febbraio

Le Ceneri

Inizio della Quaresima
Giornata di digiuno e astinenza. Le ceneri si imporranno solo durante la S. Messa delle ore 18.30.

Ore 17.30: tutta la comunità si ritroverà a S. Francesco per la liturgia stazionale. Seguirà il pellegrinaggio penitenziale verso la Cattedrale, animato dai giovani che celebreranno il loro giubileo.

Ore 19.30: Consiglio Pastorale parrocchiale.

Giovedì
11 Febbraio


Ore 9.30: incontro con il gruppo Mamme "Santa Gianna Beretta Molla".

Ore 19.00: Incontro di Azione Cattolica Adulti.

Venerdì
12 Febbraio



A partire da questo venerdì l'Adorazione della Croce avrà luogo durante il pio esercizio delle "Piaghe" alle ore 15.00.

Ore 18.30: nella Chiesa del Carmine, Lectio Divina. Segue la S. Messa e l'Adorazione eucaristica.

Sabato
13 Febbraio


Domenica
14 Febbraio

Le SS. Messe avranno il seguente orario:

ore 8.00: Monastero di S. Teresa.
ore 10.00: Basilica Cattedrale di S. Agata.
ore 17.30: S. Francesco d'Assisi.
ore 18.30: Basilica Cattedrale di S. Agata.

Durante la S. Messa delle ore 10.00 saranno presentati alla comunità i ragazzi che si accosteranno per la prima volta al sacramento della Riconciliazione.



mercoledì 3 febbraio 2016

SOLENNITA' DI SANT'AGATA - PATRONA PRINCIPALE DELLA CITTA' E DIOCESI

Tela di Nicolò Malinconico raffigurante 
il ritrovamento  della mammella 
di S. Agata sul litorale di Gallipoli
Agata nacque a Catania all'incirca nel 225. La sua bellezza attirò l'attenzione del console pagano Quinziano, che la chiese in sposa. Già promessa a Cristo, Agata rifiutò. Fu allora imprigionata e torturata: le tagliarono i seni. Morì nel 251 circa. Un anno dopo, durante una violenta eruzione dell'Etna, gli abitanti di Catania l'invocarono per fermare la lava, esponendo il suo velo.
Il suo nome è nel Canone Romano.

È tramandalo che la martire Agata abbia detto al carnefice che faceva scempio del suo corpo: «Crudele tiranno, non ti vergogni di torturare in una donna quello stesso seno dal quale da bambino hai succhiato la vita?». Il rispetto per la dignità della donna educa l'uomo all'umiltà che stima i valori superiori della Vita e a lui stesso manifestano l'amore dì cui gode in Dio.
Stupenda è la riflessione dei card. Wyszynski: «Per volere di Dio sono di nuovo in mezzo a un gruppo di donne. Mi ripeto: tutte le volte che una donna entra in camera tua, alzati sempre, anche se sei occupatissimo. Alzati sia che sia entrata la madre superiora, o suor Kleofasa per accendere la stufa. Rammentati che ella ti ricorda sempre l'Ancella del Signore, al cui nome tutta la chiesa si alza in piedi. Ricordati che in questo modo rendi onore alla tua Immacolata Madre, alla quale questa donna è più strettamente legata di te. In questo modo paghi il tuo debito nei confronti della tua madre naturale, che ti ha servito con il proprio sangue e con il proprio corpo. Alzati in piedi e non esitare, vinci la tua presunzione maschile e il tuo autoritarismo. Alzati in piedi anche se fosse entrata la più derelitta delle Maddalene. Soltanto allora avrai imitato fino in fondo il tuo Maestro, che si è alzato dal trono alla destra del Padre per andare incontro all'Ancella del Signore. Soltanto allora avrai imitato il Padre Creatore, che ha mandato Maria in aiuto di Eva. Alzati senza indugi, ti farà bene»

GRADINI DI SANTITA'

In questa Solennità, proponiamo la seconda lettura tratta dalla Liturgia delle Ore.

Dal «Discorso su sant'Agata» di san Metodio Siculo, vescovo.


La commemorazione annuale di sant'Agata ci ha qui radunati perché rendessimo onore a una martire, che è sì antica, ma anche di oggi. Sembra infatti che anche oggi vinca il suo combattimento perché tutti i giorni viene come coronata e decorata di manifestazioni della grazia divina. Sant'Agata è nata dal Verbo del Dio immortale e dall'unico suo Figlio, morto come uomo per noi. Dice infatti san Giovanni: «A quanti lo hanno accolto ha dato il potere di diventare figli di Dio» (Gv 1, 12).

Agata, la nostra santa, che ci ha invitati al religioso banchetto, è la sposa di Cristo. E’ la vergine che ha imporporato le sue labbra del sangue dell'Agnello e ha nutrito il suo spirito con la meditazione sulla morte del suo amante divino.

La stola della santa porta i colori del sangue di Cristo, ma anche quelli della verginità. Quella di sant'Agata, così, diviene una testimonianza di una eloquenza inesauribile per tutte le generazioni seguenti.

Sant'Agata è veramente buona, perché essendo di Dio, si trova dalla parte del suo Sposo per renderci partecipi di quel bene, di cui il suo nome porta il valore e il significato: Agata (cioè buona) a noi data in dono dalla stessa sorgente della bontà, Dio.

Infatti cos'è più benefico del sommo bene? E chi potrebbe trovare qualcosa degno di essere maggiormente celebrato con lodi del bene? Ora Agata significa «Buona». La sua bontà corrisponde così bene al nome e alLa realtà. Agata, che per le sue magnifiche gesta porta un glorioso nome e nello stesso nome ci fa vedere le gloriose gesta da lei compiute. Agata, ci attrae persino con il proprio nome, perché tutti volentieri le vadano incontro ed è di insegnamento con il suo esempio, perché tutti, senza sosta, gareggino fra di loro per conseguire il vero bene, che è Dio solo.

PREGHIERA A SANT'AGATA V.e M.




Busto argenteo di Sant'Agata (1760)
Inclita nostra protettrice S. Agata, dal cielo dove partecipi della beatitudine eterna, volgi benigna lo sguardo su tutti noi, tuoi devoti. Prega per ogni credente e ottienici dal Datore di ogni dono tutto ciò che è necessario alla nostra salvezza. Proteggici e con la testimonianza del tuo martirio rendici forti nelle tribolazioni che ci circondano, affinché, passata la notte di questa corruttibile vita, possiamo incontrarci con te in paradiso per lodare e benedire Dio in eterno.

E tu, Dio dell'infinita misericordia, che nell'Eucarestia sei per noi giustizia, santificazione e redenzione, per i meriti e l'intercessione della nostra protettrice S. Agata, accogli le nostri umili preghiere, ottienici di essere sempre disponibili al dono del tuo amore e di vivere nella fede del Battesimo sino all'ultimo respiro della nostra vita.

Donaci la tua misericordia, o Signore, ed esaudiscici; siamo peccatori, ma tu sei nostra giustizia perché vittima di propiziazione; sei nostra santificazione perché ostia pura di amore offerta al Padre; sei nostra redenzione perché sacrificio di misericordia.

O Signore, assistici sempre con la tua grazia e per l’intercessione di S. Agata concedici di essere partecipi dell'eterna salvezza. 
 

Amen



PROGRAMMA DELLE CELEBRAZIONI IN ONORE DI SANT'AGATA


lunedì 1 febbraio 2016

LA CANDELORA: FESTA DELL'INCONTRO


Giotto - Presentazione di Gesù al tempio
Questa festa è definita esattamente "Festa dell'incontro " che si svolgeva già a Gerusalemme nel IV secolo. Con Giustiniano, nel 534, diventò obbligatoria a Costantinopoli e con Papa Sergio I, di origine orientale, in occidente, con una processione a Roma fino alla Basilica di Santa Maria Maggiore.
La benedizione delle candele, la cui denominazione, candelora, risale al X secolo.
La festa può ritenersi un ponte tra il Natale e la Pasqua e la Madre di Dio costituisce l'anello di congiunzione tra i due eventi di salvezza, sia per le parole di Simeone, sia per l'offerta del Figlio, simbolo e profezia del suo sacerdozio di amore e di dolore sul Golgota.

Con Timoteo di Gerusalemme, compagno di Paolo di Tarso, vissuto tra il 17 d. C. e il 97 d.C e costituito vescovo di Efeso, così preghiamo: 


Perché, o Vergine, guardi questo bambino? Questo Bambino, con la segreta potenza della sua divinità, ha disteso il cielo come una pelle e sul nulla ha tenuto so­spesa la terra; ha creato l'acqua affinchè facesse da sup­porto al mondo. Questo Bimbo, o Vergine purissima, regge il sole, governa la luna, è il tesoriere dei venti e ha, o Vergine, il potere e il dominio su tutte le cose. Ma tu, o Vergine, che senti parlare della potenza di questo Bambino, non sperare nella realizzazione di una gioia terrena, ma in una gioia spirituale.

        (Timoteo di Gerusalemme, VI secolo)