giovedì 17 dicembre 2015

LA "SETTIMANA SANTA DEL NATALE" - 18 DICEMBRE

O SIGNORE

O Signore,
Guida della casa d'Israele,
che sei apparso a Mosè nel fuoco del roveto,
e sul monte Sinai gli hai dato la legge:
vieni a liberarci con braccio potente.

Preghiamo:

O Adonai,
Signore del deh e della terra, Signore del tempo e della storia, attento al grido del tuo popolo oppresso sotto il giogo del peccato, tu ancora ci parli da quel roveto ardente che è lituo Cuore bruciante d'amore per noi, tue pecorelle smarrite tra scoscesi dirupi e in valli desolate.
O Adonai, tu sei anche l'altissimo Monte da cui è proclamata la legge della vita: donaci volontà risoluta di osservarla, stendi il tuo braccio invincibile a nostra difesa e protezione dagli assalti dell'astuto nemico, e portaci alla piena libertà di figli pronti a confessare la fede in te, nostro Signore e Salvatore che eri, che sei e che sempre vieni.

Amen.

mercoledì 16 dicembre 2015

LA "SETTIMANA SANTA DEL NATALE" - 17 DICEMBRE

La settimana tra il 17 ed il 23 dicembre, vista la sua collocazione prenatalizia, la possiamo ben definire la Settimana Santa del Natale. Al pari della Settimana Santa che precede la Pasqua del Signore.
Durante questo Periodo la Liturgia ci offre una serie di testi, preghiere e antifone ricchi di stupore per intensificare sempre più l’attesa dell’Ospite.
Lo sguardo della liturgia si rivolge tutto a Lui e offre alla nostra preghiera le bellissime “Antifone O”, che si cantano nella Liturgia delle Ore.
Sono così chiamate perché incominciano tutte con la “O”, dell’esclamazione.
Attraverso di esse invochiamo Colui che sta per venire con sette titoli: O Sapienza, 
O Signore, O Germoglio di Jesse, O Chiave di Davide, O Astro, O Re delle genti, 
O Emmanuel.
Ogni antifona si conclude sempre con una domanda che è introdotta dal verbo caratteristico dell’Avvento :”Vieni”.
Con questa richiesta chiediamo di essere conformi a Colui che attendiamo per poterlo accogliere con un amore forte, disposti a compiere con Lui tutto il cammino della redenzione.



O SAPIENZA


O Sapienza,
che esci dalla bocca dell'Altissimo
ti estendi sino ai confini del mondo,
e tutto disponi con soavità e con forza:
vieni, insegnaci la via della saggezza.

Preghiamo:

O divina Sapienza che scaturisci dalla bocca di Dio, dalla sorgente dell'eterno Amore e inondi di luce l'universo: vieni e penetra nei nostri cuori! Stupore e tremore ci invadono davanti al mistero della vita, davanti all'immensità del cosmo, davanti a tutto ciò che non comprendiamo, davanti al mistero del male e della morte. Come bambini appena nati, senza parole, contempliamo il tuo splendore. O Sapienza eterna che ti sei fatta tu stessa Bambino per venire ad abitare in mezzo a noi e come un passero hai posto il tuo nido tra i rami dell'albero umano: vieni e rimani con noi! Prendici alla tua scuola, insegnaci l'alfabeto della vera conoscenza, mostraci la via e guidaci per mano fino alla mèta del nostro cammino.

Amen.

domenica 13 dicembre 2015

TERZA DOMENICA DI AVVENTO



Tutta la liturgia di questa III domenica di Avvento è intessuta di testi, di invocazioni, di preghiere, invitanti alla gioia.

L’intonazione la dà l’antifona di ingresso della S. Messa: “Rallegratevi sempre nel Signore: ve lo ripeto, rallegratevi, il Signore è vicino” (Fil 4,4-5), che verrà ripresa dalla seconda lettura. L’orazione riprende il tema, quando chiede al Signore di concedere al suo popolo di giungere “a celebrare con rinnovata esultanza il grande mistero della salvezza”, nella imminente festa del Natale.

Questa ondata fragorosa di gioia non viene interrotta neppure dai severi moniti del Battista alla gente che lungo le sponde del Giordano andava a chiedergli: “Che cosa dobbiamo fare” (Lc 3,10). Pur annunciando che il Messia sarebbe venuto con “il ventilabro in mano per pulire la sua aia” e per bruciare la pula “Con fuoco inestinguibile” (v. 17), anche lui di fatto “annunciava la buona novella” (v.18), come dice il testo, in quanto proclamava che Dio salva tutti, in qualunque situazione si trovino, purchè si convertano nella sincerità del loro cuore e la concretizzino con le opere dell’amore.

Anche a noi viene richiesto di prepararci all’incontro con il Signore Gesù, attraverso i gesti concreti che esprimono la vita nuova, la quale è caratterizzata da un autentico spirito di povertà e di condivisone con i poveri. La conversione, infatti, esige che ci sintonizziamo con il mistero dell’incarnazione, svelatovi a Betlemme, e che Paolo apostolo presenta come impoverimento volontario del Figlio di Dio perché noi potessimo diventare ricchi di Lui. E’ questo che ci dà la quella gioia intima e profonda, di cui la liturgia odierna è un’esaltazione commossa, ma anche una testimonianza convincente.

       Don Piero De Santis

sabato 12 dicembre 2015

Ospite atteso ... un cammino comunitario per prepararsi al Natale

Anche quest'anno, curata dal Movimento Giovanile delle Confraternite e delle Associazioni, il 16 dicembre avrà inizio, presso il Monastero di Santa Teresa, la novena in preparazione al Natale. 
Il primo giorno la S. Messa sarà presieduta dal Vescovo Mons. Fernando Filograna. 
Inizio alle ore 6,45.



Oltre le inferriate intravedo il Tuo volto, Signore.
Mi è familiare la Tua voce, nel cortile di casa!
O Divino Viandante, già il chiavistello dell'uscio è allentato;
vieni, dunque, nella mia dimora, entra nella mia intimità e siediti alla mia mensa!



Gallipoli _ Monastero di Santa Teresa di Gesù
Start _ 6.45-7.30
Target _ Giovani e non solo

Mercoledì 16 dicembre - "Vedere con gli occhi del cuore"
Giovedì 17 dicembre - "Dentro il tempo"
Venerdì 18 dicembre - "Essere bambino"
Sabato 19 dicembre - "Essere figlio"
Domenica 20 dicembre - "Giovane e coraggiosa"
Lunedì 21 dicembre - "Il canto alla vita"
Martedì 22 dicembre - "Io sono un valore"
Mercoledì 23 dicembre - "Tutto è dono"
Giovedì 24 dicembre - "Dio è tenerezza"
Il 24 dicembre, a conclusione della novena, dopo l'ultimo Canto delle Profezie (alle ore 7.45 circa), i giovani eseguiranno per le vie del centro storico la tradizionale "Pastorale Gallipolina".
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Ogni giorno a conclusione del momento di preghiera, le Confraternite e le Associazioni, secondo la seguente turnazione, provvederanno a preparare la colazione per i giovani che parteciperanno alla novena.
- Arciconfraternita "SS. Trinità e Anime del Purgatorio" - Associazione Cattolica "SS. Medici" (mercoledì 16 dic.)
- Confraternita "S. Maria ad Nives o Cassopo" (giovedì 17 dic.)
- Confraternita "S. Maria degli Angeli" (venerdì 18 dic.)
- Confraternita "S. Giuseppe" (sabato 19 dic.)
- Confraternita "Maria SS. Immacolata" (domenica 20 dic.)
- Confraternita "S. Rosario" (lunedì 21 dic.)
- Confraternita "SS. Crocifisso" (martedì 22 dic.)
- Confraternita "Maria SS. del Monte Carmelo e della Misericordia" e Associazione Cattolica "S. Luigi" (mercoledì 23 dic.)
- Confraternita "Santa Maria della Purità" (giovedì 24 dic.)

GRADINI DI SANTITA': CERCA, O SIGNORE, LA TUA PECORA STANCA



In questa terza domenica di Avvento, prima dell'Anno Santo straordinario della Misericordia, la Parola di Dio ci invita alla gioia radicata nella speranza per la venuta di Gesù nostro Salvatore e Pastore.
Sarà il grande Vescovo e Dottore della Chiesa, Sant'Ambrogio che, con il suo commento al Salmo 118, ci guiderà in questa terza settimana di Avvento.


Vieni dunque, Signore Gesù, cerca il tuo servo cerca la tua pecora stanca.
Vieni, pastore, cerca, come Giuseppe cercava le pecore
Ha errato la tua pecora, mentre tu indugi, mentre ti aggiri sui monti.
Lascia andare le tue novantanove pecore e vieni a cercare la sola pecora che ha errato.
Vieni senza cani, vieni senza cattivi operai, vieni senza il servo mercenario, che non sa passare per la porta
.
Vieni senza aiutante, senza messaggero.
Già da tempo aspetto la tua venuta.
Infatti so che verrai, «poiché non ho dimenticato i tuoi comandamenti»
.
Vieni non «con la verga, ma con carità e in spirito di mansuetudine»
.
Non esitare a lasciare sui monti le tue novantanove pecore, poiché i lupi rapaci non possono attaccarle finché stanno sui monti.
Nel paradiso il serpente è riuscito a nuocere solo una volta,
ma dopo che Adamo ne è stato scacciato ha perduto l’esca e là non potrà più nuocere.
Vieni da me, che sono tormentato dall’attacco di lupi pericolosi.
Vieni da me, che sono stato scacciato dal paradiso e le cui piaghe sono da tempo penetrate dai veleni del serpente,
da me che ho errato lontano dalle tue greggi su quei monti.
Anche me tu avevi collocato qui, ma il lupo notturno mi ha allontanato dai tuoi ovili.
Cercami, poiché io ti cerco, cercami, trovami, prendimi, portami.
Tu puoi trovare colui che cerchi, ti degni di prendere colui che hai trovato, ti porti sulle spalle colui che hai preso.
Non ti infastidisce un peso che ti ispira pietà, non ti pesa un trasporto di giustizia.
Vieni dunque, Signore, poiché anche se ho errato, tuttavia «non ho dimenticato i tuoi comandamenti» e conservo la speranza della medicina.
Vieni, Signore, perché tu solo sei in grado di far tornare indietro la pecora errante e non rattristerai quelli da cui ti sei allontanato.
E anche loro si rallegreranno del ritorno del peccatore.
Vieni ad attuare la salvezza sulla terra, la gioia nel cielo.





SETTIMANA IN PARROCCHIA

APPUNTAMENTI DAL 14 AL 20 DICEMBRE 2015

Lunedì
14 dicembre

Ore 17.30: S. Messa in Cattedrale. Seguirà la processione del simulacro di Santa Lucia per le vie del Centro Storico.

Martedì
15 dicembre

Ore 19.30: Incontro con i genitori del Catechismo.

Ore 19.30: Prove del coro Parrocchiale nel Palazzo Vescovile.

Mercoledì
16 dicembre


Ore 6.45: presso il Monastero di Santa Teresa, il Vescovo presiederà la S. Messa in occasione dell'inizio della Novena di Natale. Tutti siamo invitati a partecipare.

In Cattedrale la S. Messa vespertina è posticipata alle ore 19.30.

Giovedì
17 dicembre

Ultimo appuntamento in preparazione all'apertura della "Porta della Misericordia" in Cattedrale.

Ore 18.00: S. Messa.
Ore 18.30: Liturgia penitenziale con la possibilità della confessione individuale.

Ore 19.30: prove del coro parrocchiale nel Palazzo Vescovile.

Venerdì
18 dicembre

Ore 19.30: Incontro con i ministri straordinari dell'Eucaristia.
Sabato
19 dicembre

Ore 17.30: S. Messa nella Chiesa di Santa Teresa.

Ore 19.30: Apertura della "Porta della Misericordia".

Domenica
20 dicembre

IV d'Avvento


Ore 7.00: S. Messa S. Francesco d'Assisi.
Ore 8.00: S. Messa Monastero di Santa Teresa di Gesù.
Ore 10.00: S. Messa Basilica Concattedrale di S. Agata.
Ore 17.30: S. Messa S. Francesco d'Assisi.
Ore 18.30: S. Messa Basilica Concattedrale di S. Agata.

lunedì 7 dicembre 2015

IMMACOLATA CONCEZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA


Cattedrale di Sant'Agata - Tela raffigurante l'Immacolata 
La solennità dell’Immacolata Concezione mette nei nostri cuori una grande gioia, perché ci riconduce all’inizio della nostra salvezza. È una vittoria divina resa possibile in anticipo dalla passione e risurrezione di Gesù, che sconfigge il peccato in modo radicale.
La prima lettura (Gn 3,9-15.20) ci ricorda il peccato originale e la situazione infelice che ne è derivata. Ma nel racconto della Genesi c’è già una promessa di salvezza: “Il Signore Dio disse al serpente: (…) io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno”. Tra il serpente, simbolo del male, e la stirpe della donna c’è un’ostilità reciproca. Tuttavia il serpente non ha lo stesso potere della stirpe della donna: può soltanto insidiarle il calcagno, mentre quella gli schiaccerà la testa, cioè riporterà una vittoria completa sul male e sulla morte.
L’Immacolata Concezione di Maria è al tempo stesso un privilegio e un ideale. È un privilegio, perché Maria è l’unica persona ad aver avuto sin dall’inizio della sua esistenza la perfezione della purezza. La preghiera di colletta della Messa ci fa capire che questo privilegio è dovuto alla vittoria riportata da Gesù sul peccato e sulla morte: vittoria che ha degli effetti ancor prima di essere stata ottenuta.
Maria dunque non è immacolata per merito suo, ma per dono di Dio. Questo è evidente proprio per il fatto che lei è immacolata dalla “concezione”, cioè sin dal primo momento della sua esistenza, quando la sua volontà non poteva ancora intervenire. Perciò si tratta di un dono meraviglioso di Dio che prepara Maria ad essere la madre del Figlio suo.
Nello stesso tempo l’Immacolata Concezione è un modello, un ideale: tutti noi siamo chiamati a diventare “santi e immacolati al cospetto di Dio nella carità”, come ci dice la seconda lettura (Ef 1,3-6.11-12).
Questo è il progetto che Dio ha avuto per noi prima della creazione del mondo, un progetto a cui egli non ha mai rinunciato. Infatti, anche quando è intervenuto il peccato, Dio ha mantenuto, per amore, questo suo bellissimo progetto di avere figli e figlie santi e immacolati al suo cospetto nella carità, che è l’amore più autentico, più generoso e più profondo.
Tutto questo infonde nel nostro cuore una profonda ammirazione, una grande gioia e un’incollabile speranza. Riconosciamo che Dio realizza l’opera della nostra salvezza in modo perfetto: la inizia con l’Immacolata Concezione di Maria; la continua con la risposta, piena di umiltà e di generosità, di Maria all’angelo; e la porta a compimento con la passione, morte e risurrezione di Gesù, che reca la salvezza la mondo intero. L’Immacolata Concezione si situa in questa linea, e quindi ci preparara non soltanto al Natale, ma anche al mistero pasquale di Gesù.
 
        Don Piero De Santis

GRADINI DI SANTITA'


Nella solennità dell'Immacolata, più che parlare di Maria sentiamo il desiderio di stringerci intorno a Lei per essere da Lei introdotti nel mistero della Sua Verginità che è mistero di silenzio; nel mistero della sua innocenza assoluta, che è mistero di gioia.
Noi che ci sentiamo così poveri, così fragili, dovremmo riuscire a scoprire di momento in momento il miracolo della presenza di Maria in mezzo a noi e perciò così la invochiamo:

O Maria, tutta santa, di te gioisce tutto il paradiso.

Con la tua bellezza consolatrice rassicura il nostro cuore perché sappiamo comprendere a quale speranza Dio ci ha chiamati, quale tesoro di gloria ci attende nell'eterna comunione dei santi.

O Maria, icona dell'interiorità, tu ci appari nel tuo umile e fedele rimanere raccolta sotto lo sguardo di Dio, abbandonata alla potenza dell'Altissimo. Per la tua materna intercessione fa' che abbondante si riversi la grazia del Signore su di noi che contempliamo l'ineffabile mistero della tua bellezza, per vivere anche noi nella dimensione della profondità, là donde sgorga in ne giovinezza la fonte dell'amore.

O Vergine purissima, che nel Figlio unigenito di Dio hai generato noi, tuoi figli di adozione, insegnaci la via della carità sincera, dell'umile servizio e dello zelo infaticabile, perché anche la nostra vita sia feconda nella grazia finché tutti giungiamo alla presenza dell'Altissimo «santi e immacolati nell'amore».

SPEZZARE IL PANE - Un libro di Enzo Bianchi

Enzo Bianchi, Priore della Comunità di Bose
Un libro che può aiutare la nostra riflessione in un periodo in cui tutti ci facciamo prendere dalla smania del consumare, quasi che il Natale fosse solo sedersi a tavola e trangugiare di tutto, con grande dispendio di risorse e spreco di cibo non consumato.

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 “ Gli scarti, i cibi che finiscono tra i rifiuti sono una vergogna di tutto l'emisfero nord del pianeta: ciò che si butta basterebbe a sfamare quel miliardo di persone che soffrono fame e miseria.
Citazione tratta dal libro “Spezzare il pane” di Enzo Bianchi


Il cibo è tutto ciò che si mangia e che serve per nutrire e per mantenere in vita un essere vivente: uomini, animali, piante. Il cibo è dono: della madre che ci nutre nell'utero e ci offre il seno, della nutrice che ci svezza. Poi, crescendo, l'uomo impara a procurarselo e a cucinarlo da solo. Ma il cibo è anche molto di piú: è il gesto sociale per eccellenza, il gesto della comunità nel suo ritrovarsi, nel fare memoria e fare festa.
La tavola è il luogo, a volte silenzioso, a volte rumoroso, di comunicazione, scambio, comunione. Gioia. Ecco cos'è il cibo: nutrimento per la convivialità. Mangiare è molto piú che nutrirsi, cosí come bere è molto piú che dissetarsi, e l'arte del vivere, la sapienza del vivere, può essere simboleggiata dall'arte del mangiare e del bere.
E se mangiare è un'azione al contempo naturale e culturale, l'azione del nutrirsi viene ad assumere un valore simbolico e un carattere sacro. Mangiare ritma il tempo, la giornata, la settimana. Di piú, mangiare celebra il tempo: la nascita, l'entrata nell'età adulta, l'epifania delle storie d'amore, la morte.
Tra le tante rivoluzioni fatte da Gesú, ci dice Enzo Bianchi, c'è anche quella di aver rivoluzionato il modo di concepire il cibo. Anche a tavola Gesú ci ha insegnato a vivere in questo mondo e ci ha raccontato storie e parabole che parlano di cibo e tavola. Nella Bibbia la pienezza della vita è spesso espressa con il racconto di un banchetto, ricco o povero, comunque sempre condiviso. Gesú amava la tavola come luogo di incontro con gli uomini e con le donne, amava la tavola come occasione di lode, benedizione e ringraziamento a Dio. E soprattutto amava la tavola come promessa di vita e di pace per tutti.
C'è un insegnamento di Gesú a tavola che dobbiamo conoscere per scoprire, o riscoprire, la sapienza e la gioia del vivere e del convivere. E per diventare piú umani.

GIUBILEO STRAORDINARIO DELLA MISERICORDIA - Invito del Parroco


PARROCCHIA DELLA BASILICA CONCATTEDRALE

S. AGATA - GALLIPOLI -

 
Carissimi,

nell’imminente apertura del Giubileo straordinario della Misericordia, in comunione con tutta la Chiesa, vogliamo prepararci ad accogliere con gioia il dono dell’Anno Santo durante il quale saremo chiamati “a tenere fisso lo sguardo sulla misericordia per diventare noi stessi segno efficace dell’agire del Padre” (Papa Francesco, Misericordiae vultus. Bolla di indizione del giubileo straordinario della Misercordia, 3).

Pertanto, invito tutti a partecipare ai seguenti appuntamenti che avranno luogo in Cattedrale:

  • Giovedì 10 dicembre, ore 19.15: Catechesi a partire dalla Bolla di indizione del Giubileo
  • Venerdì, 11 dicembre, ore 19.15: I doni del Giubileo
  • Giovedì, 17 dicembre, ore 19.15: Liturgia Penitenziale
  • Sabato, 19 dicembre, ore 19.30: apertura della Porta della Misericordia.

Nell’attesa di poter condividere la bellissima esperienza del cammino personale e comunitario che passando per la porta, che è Gesù crocifisso e risorto, ci conduce all’abbraccio misericordioso del Padre e ci abilita ad essere testimoni credibili della divina misericordia tra i fratelli, vi saluto fraternamente nel Signore.

Sac. Piero De Santis - Parroco

sabato 5 dicembre 2015

SECONDA DOMENICA DI AVVENTO

In questa seconda domenica di Avvento la Chiesa c’invita alla fiducia e all’impegno: alla fiducia, perché Dio promette abbondanza di grazie, promette la venuta del proprio Figlio; all’impegno, perché questa venuta deve essere preparata.

La prima lettura, tratta dal libro di Baruc, è un invito alla fiducia. Predice le meraviglie che Dio vuole realizzare. Gerusalemme è in lutto, perché è stata devastata e i suoi figli sono stati condotti in esilio. Ma il profeta la invita a “deporre la veste di lutto e dell’afflizione” e a “rivestirsi dello splendore della gloria”, perché questo splendore “le viene da Dio per sempre”. Questo splendore è uno splendore spirituale. Dice il profeta: “Avvolgiti nel manto della giustizia di Dio”. Dio vuole comunicare a Gerusalemme la propria giustizia, la propria santità, la propria perfezione di amore. Perciò bisogna prepararsi a ricevere questi doni del Signore.

Il profeta poi spiega che Dio ha preparato le vie di questo intervento prodigioso che egli sta per attuare e che incoraggia tutto il popolo a confidare nella sua misericordia e generosità.

Nel Vangelo vediamo che le promesse fatte da Dio stanno per compiersi. In che modo? “La parola di Dio scese su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto”.

In forza della Parola di Dio che lo ha consacrato come Precursore, Giovanni si dedica con tutte le forze per sollecitare tutti ad un impegno serio di preparazione all’irruzione di Dio nella storia. Bisogna preparare la via del Signore, raddrizzare i sentieri, riempire i burroni, abbassare monti e colli, rendere diritti i sentieri tortuosi: sono tutte realtà materiali, che però vogliono indicare una preparazione spirituale.

Raddrizzate i suoi sentieri!”. Dobbiamo raddrizzare i nostri sentieri, che poi saranno i sentieri di Dio: Dio infatti ci verrà incontro attraversi i sentieri che noi avremo tracciati. E che cosa vuol dire raddrizzare i nostri sentieri? Vuol dire rendere la nostra condotta più conforme alla volontà di Dio.

Ogni burrone sia riempito”. Quando siamo depressi, sfiduciati, siamo come in un burrone, siamo senza speranza. Allora dobbiamo riempire questo burrone, mettendoci in un atteggiamento di attesa fiduciosa. Il Signore sta per venire: non dobbiamo mancare di fiducia.

Ogni monte e ogni colle sia abbassato”. Qui si tratta di assumere un atteggiamento di sincera umiltà, di allontanare da noi l’orgoglio, ogni forma di autosufficienza. Noi dipendiamo sempre dalla bontà del Signore; perciò non dobbiamo avere atteggiamenti di orgoglio e di superbia.

Dunque la predicazione del Battista c’invita a fare un serio esame di coscienza al fine di rimuovere dalla strada della nostra vita quanto può impedire al Signore di venirci incontro per stringerci nell’abbraccio della sua misericordia.

       Don Piero De Santis

IL VERTICE SUL CLIMA DI PARIGI E L'ENCICLICA "LAUDATO SI'"

La scorsa settimana ha avuto inizio a Parigi il vertice mondiale per il clima. Nella capitale francese, capi di Stato e delegazioni di oltre 150 Nazioni, si sono riuniti per cercare di dare soluzione ai problemi che il riscaldamento terrestre, provocato dall'immissione di gas inquinanti nell'atmosfera, sta già provocando e che rischiano di portare, se non risolti in tempo, alla catastrofe.

I temi ambientali sono stati trattati da Papa Francesco nell'Enciclica "Laudato si'", resa pubblica il 24 maggio scorso. Eccone l'incipit:

1. «Laudato si’, mi’ Signore », cantava san Francesco d’Assisi. In questo bel cantico ci ricordava che la nostra casa comune è anche come una sorella, con la quale condividiamo l’esistenza, e come una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia: «Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre Terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba ». 1

2. Questa sorella protesta per il male che le provochiamo, a causa dell’uso irresponsabile e dell’abuso dei beni che Dio ha posto in lei. Siamo cresciuti pensando che eravamo suoi proprietari e dominatori, autorizzati a saccheggiarla.
La violenza che c’è nel cuore umano ferito dal peccato si manifesta anche nei sintomi di malattia che avvertiamo nel suolo, nell’acqua, nell’aria e negli esseri viventi. Per questo, fra i poveri più abbandonati e maltrattati, c’è la nostra oppressa e devastata terra, che « geme e soffre le doglie del parto» (Rm 8,22). Dimentichiamo che noi stessi siamo terra (cfr Gen 2,7). Il nostro stesso corpo è costituito dagli elementi del pianeta, la sua aria è quella che ci dà il respiro e la sua acqua ci vivifica e ristora.
 
1 Cantico delle creature: Fonti Francescane (FF) 263.

IL TESTO INTEGRALE DELL'ENCICLICA "LAUDATO SI' "

LA CORONA DELL'AVVENTO


Da domenica scorsa, prima di Avvento, in Cattedrale, presso l'altare di San Sebastiano, è stato collocato un grosso tronco di albero di ulivo,  ai cui rami sono appese quattro lanterne, a significare le quattro domeniche che ci separano dal Natale.
Ogni domenica, prima della celebrazione eucaristica, ne viene accesa una.
E' la corona dell'Avvento, segno particolarmente significativo del periodo prenatalizio.
La luce delle quattro lanterne indica l'ascesa graduale alla luce piena del tempo di Natale.
Essa è un segno della speranza che non l'oscurità e la morte, bensì la luce e la vita vinceranno.
Gesù, il Figlio di Dio, è infatti divenuto uomo per noi e con la sua morte ha nuovamente procurato la vita di ogni uomo che viene nel mondo
.

GRADINI DI SANTITA'

La liturgia di questa seconda domenica di Avvento ci presenta Giovani Battista. Egli fa da ponte tra l'antico ed il nuovo Testamento; è il portavoce del Messia che viene e prepara i nostri cuori ad aprirsi al Vangelo.
Il dono dello Spirito rende anche noi uomini della Parola e ci fa capaci, come il Battista, di ascoltare le urgenze del nostro tempo per riattualizzare la Parola di salvezza che raddrizza i nostri sentieri umani.
Per questo così preghiamo:


Mi sorprende anche quest'anno la tua promessa, Signore: mentre sono in cammino con la Chiesa, per prepararmi al natale, sentire che sei tu ad aprirmi una strada per la conversione.
Mi apri una strada raggiungendomi con la tua Parola: mentre io la ascolto spesso stancamente e senza entusiasmo, tu mi ricordi che l'incontro con essa è più torte della potenza degli imperi e dei grandi di questo mondo e che trasforma anche la mia vita in storia di salvezza. Insegnami ad ascoltare, insegnami il silenzio.
Mi aprì una strada promettendo di abbattere monti e colmare valli. Se non fosse perché lo dici tu, sarei tentato di pensare che si tratti per me di una battaglia persa in partenza: che io non smetta, Signore, di lottare contro le montagne dell'orgoglio, dell'ira, dei vizi e non mi spaventi per le lacune della mia risposta poco generosa.
Mi apri una strada indicandomi i tanti deserti che trovo intorno a me e gli spazi vuoti che la nostra carità non sa mai colmare: che io possa, Signore, fare la mia parte, senza scoraggiarmi per il tanto che non posso e non so fare.

SETTIMANA IN PARROCCHIA

APPUNTAMENTI DAL 7 AL 13 DICEMBRE
  • Domenica 6 dicembre, Giornata Pro-Seminario: tutte le offerte saranno devolute per i bisogni del nostro Seminario Diocesano.
  • Nei giorni 6/7/8 la Lega Italiana per la lotta contro i tumori (LILT) promuove la vendita di "Stelle di Natale", il cui ricavato sarà devoluto per la prevenzione, la ricerca e l'assistenza in quest'ambito.
Lunedì
7 dicembre
Ore 16.30: nella Chiesa dell'Immacolata, preghiera dei Vespri. Seguirà la processione con il simulacro della Madonna Immacolata per le vie del centro storico che si concluderà in Cattedrale, dove avrà luogo la Celebrazione della S. Messa.
Martedì
8 dicembre

Solennità dell'Immacolata

La S. Messa delle ore 10.00 sarà posticipata alle ore 10.30. Seguirà la supplica alla Madonna.
Mercoledì
9 dicembre

Dal 9 al 11 dicembre, nella Chiesa del Carmine avrà inizio il Triduo in preparazione alla Memoria di Santa Lucia.
Ore 17.30: Recita del S. Rosario e canto delle Litanie.
Ore 18.30: Lectio Divina.
Ore 19.00: S. Messa e preghiera alla Santa. Al termine ci sarà l'Adorazione Eucaristica.
La sera non ci sarà la S. Messa in Cattedrale.

Ore 19.30: prove del coro parrocchiale.

Ore 20.30: incontro con i priori e i referenti del Movimento Giovanile delle Confraternite e Associazioni.
Giovedì
10 dicembre

Ore 19.15: in Cattedrale, catechesi in preparazione al Giubileo.
Venerdì
11 dicembre

Ore 19.15: in Cattedrale, catechesi in preparazione al Giubileo.
Sabato
12 dicembre
Ore 17.00: presso la Chiesa del Carmine, recita del S. Rosario. Ore 17.30: S. Messa e traslazione della statua di S. Lucia in Cattedrale.

Ore 19.30: presso la Basilica Cattedrale di Nardò, ci sarà l'apertura Diocesana della Porta Santa. Tutti siamo invitati a partecipare.
Domenica
13 dicembre

III Domenica
di Avvento
«Gaudete»